30 de Maggio de 2025

Il presente articolo offre una panoramica sugli aspetti contestuali legati all’alimentazione, alla cultura e all’etica nelle comunità multiculturali emergenti nei paesi europei, osservando come si manifestano e come queste comunità possano costruire scambi culturali e misure di integrazione, insieme ad azioni di sensibilizzazione sul campo. Questo testo funge da strumento di comunicazione per promuovere la consapevolezza, prima di tutto tra le comunità locali e coloro che offrono accoglienza, alloggio e servizi di supporto all’integrazione sociale per migranti e rifugiati, ma anche tra le autorità pubbliche e le società europee in generale.

Questo breve rapporto inizia con quanto sta accadendo in Grecia e con la risposta della società civile, in un contesto nazionale dove le sfide legate alla gestione di numerosi arrivi di rifugiati e al sostegno della popolazione migrante diventano sempre più complesse.


Uno sguardo al contesto greco

Nonostante le difficoltà, l’arrivo dei migranti negli ultimi trent’anni – con un picco negli ultimi 15 – ha influenzato notevolmente l’atmosfera culinaria in Grecia, diversificando l’offerta gastronomica locale. Accanto ai piatti tradizionali greci a base di carne e pesce, l’influenza delle comunità migranti ha introdotto nuovi sapori e metodi di cottura. Questo è particolarmente evidente nelle aree urbane come Atene, Salonicco, Patrasso, Volos, Ioannina e Kavala, dove oggi è comune trovare piatti del Medio Oriente, dell’Asia Meridionale e del Nord Africa, come falafel, shawarma, kebab e hummus.

I continui arrivi di rifugiati a partire dal 2014/2015 e l’aumento della popolazione migrante hanno attivato la società civile greca, portando al lancio di attività sul campo e a eventi di sensibilizzazione, tra cui iniziative legate alla cucina e alla multiculturalità culinaria.

Tra queste, va sicuramente citata l’iniziativa dell’Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati (UNHCR): il festival annuale Cooking#WithRefugees, organizzato con il supporto di agenzie della società civile e altri attori. L’evento ha lo scopo di sensibilizzare l’opinione pubblica sull’importanza di aiutare i rifugiati a sviluppare competenze, ottenere accesso a opportunità lavorative e favorire l’inserimento nel mercato del lavoro. In occasione della Giornata Mondiale del Rifugiato, il festival tornerà ad Atene anche nel giugno 2025, presentando esperienze culinarie e valorizzando il potere dello scambio culturale come strumento di inclusione sociale.

La Giornata Mondiale del Rifugiato rappresenta un’occasione per le società europee e, in particolare, per la comunità greca, di porre l’attenzione su coloro che vivono e lavorano accanto a noi, lottano ogni giorno e trovano speranza attraverso il lavoro e l’integrazione sociale. In tale contesto, i cittadini sono invitati a partecipare a eventi e momenti di condivisione organizzati da cuochi greci, migranti e rifugiati che uniscono le forze in diversi ristoranti dell’area metropolitana di Atene per offrire piatti ispirati alle cucine mediterranee e del Vicino Oriente.

Contemporaneamente, aromi e sapori provenienti da cucine arabe, mediorientali e di altri paesi terzi extraeuropei animeranno l’area davanti al Teatro Antico nella zona pedonale di via Venizelou a Larissa. Qui, residenti, visitatori, migranti e rifugiati della regione si incontreranno mercoledì 7 maggio, a partire dalle 19:00, nell’ambito del Festival “Tastes of the World”, organizzato dal Comune di Larissa con il supporto dell’Associazione delle Imprese e delle Industrie della Tessaglia e del Servizio pubblico per l’impiego locale (PES).

Il festival, unico nel suo genere nella regione, è supportato dall’Ufficio del Vicesindaco per le Politiche Sociali e dal Centro per l’Integrazione dei Migranti (KEM), e mira a unire multiculturalità, sapori e tradizioni da tutto il mondo. Gli studenti del programma di apprendistato dell’Ente di Formazione Professionale per la cucina (EPAS) del PES di Larissa saranno i protagonisti dell’offerta gastronomica, con professionalità e passione.

Gli obiettivi più ampi del festival sono facilitare lo scambio culturale e l’interazione tra la comunità locale e i rifugiati provenienti da paesi terzi, promuovendo la solidarietà, la multiculturalità e l’integrazione sociale.


Mentre la migrazione continua

Vale la pena ricordare che queste attività di sensibilizzazione a livello locale si svolgono in un contesto di crescente instabilità, sia al confine orientale che a quello sud-orientale dell’Europa. Le condizioni attuali richiedono un impegno intenso per affrontare le esigenze crescenti legate alla gestione e all’integrazione di rifugiati e migranti, in particolare nei paesi di confine, ma non solo.

La guerra su vasta scala in Ucraina ha aumentato notevolmente i bisogni umanitari, con milioni di sfollati interni e rifugiati. Secondo l’ultimo rapporto dell’UNHCR, sono oltre 6.225.700 i rifugiati ucraini registrati in Europa, con 6.167.100 sotto protezione temporanea o simili regimi nazionali. Alla fine di ottobre 2024, circa 3,55 milioni di persone risultavano sfollate all’interno dell’Ucraina.

Allo stesso tempo, sempre a ottobre 2024, circa 8.700 rifugiati e migranti sono arrivati in Grecia via terra e mare, con un aumento del 6% rispetto al mese precedente e del 20% rispetto a ottobre 2023. Le autorità turche hanno riferito di aver salvato o intercettato 5.084 rifugiati e migranti in mare nello stesso mese, il 21% in meno rispetto a settembre.

Questi numeri greci contrastano con il quadro europeo più ampio per lo stesso periodo: circa 20.000 migranti sono arrivati in Europa attraverso le rotte marittime del Mediterraneo e dell’Africa nord-occidentale — il 13% in meno rispetto a settembre e il 45% in meno rispetto a ottobre 2023. In Italia, gli arrivi sono diminuiti del 26% rispetto al mese precedente e del 44% rispetto a ottobre 2023. In Spagna, circa 5.000 rifugiati e migranti sono arrivati in ottobre, con un calo del 24% rispetto a settembre e del 72% rispetto allo stesso mese del 2023.

Per quanto riguarda le rotte marittime nel sud-est Europa, a ottobre 2024, circa 2.220 persone sono arrivate o transitate nella subregione come parte di movimenti misti. Questo rappresenta un incremento dell’11% rispetto al mese precedente (2.000), ma una diminuzione del 35% rispetto a ottobre 2023.

Questi dati confermano uno scenario instabile ai confini est e sud dell’Unione Europea (soprattutto sulle rotte marittime del Mediterraneo), che richiede un rafforzamento delle azioni di sensibilizzazione da parte delle comunità locali in Europa. Promuovere attività di scambio culturale attraverso la cucina e gli eventi legati all’arte culinaria può aumentare l’efficacia nella gestione della popolazione rifugiata e nell’attuazione di iniziative di integrazione sociale.

Categories: Notizie

Leave a Comment